Zibaldone

GITE SCOLASTICHE

Maggio 2007.

Arrriva maggio, il tempo delle gite. Seduto in piazza Duomo, a Cremona, osservo i ragazzi che arrivano a visitare i monumenti e naturalmente spio. Cerco borse sulle spalle degli studenti e studio il comportamento dei professori che li accompagnano. Naturalmente mi interrogo.

Esisteranno ancora professori che non preparano le visite al computer, all'episcopio o alla lavagna luminosa e si mettono a leggere prontuari davanti ai monumenti?

"Ragazzi, silenzio che vi devo leggere di quel che stiamo guardando! Silenzio!!"

Esisteranno ancora professori che scelgono mete lontanissime anziché vicinissime?

"Ma sì, andiamo a Rimini così stanno sul pulmann otto ore fra andata e ritorno e si sfogano, e noi li abbiamo tutti sotto controllo e stiamo più sicuri"

Esisteranno ancora professori che non sanno che l'Italia è un museo a cielo aperto e che nel raggio di cinquanta chilometri c'è quanto basta per dieci vite di studiosi d'arte e di storia?

"Dove potremmo portarli? Dunque, da Milano... vediamo un po'... cosa ci sarebbe da vedere.... Beh! La più vicina sarebbe Venezia che è proprio bella , o anche Pisa"

Esisteranno ancora professori che non sanno che l'Italia è anche cultura del cibo e che lo studente non dovrebbe mai essere un turista piccione? Professori che non sanno che la mamma riempirà lo zaino con almeno 20 Euro di roba mentre ne basterebbero dieci per mangiare in modi civili? Professori che persino quel giorno faranno portare lo zaino?

"Ristorante? Ma che ristorante!! Si prendono su lo zaino e mangiano sui gradini del Duomo, in libertà, oppure a mezzogiorno li portiamo sugli spalti delle mura. Anzi, se ben ricordo, lì c'è un ristorantino niente male. Noi possiamo mangiare bei tranquilli perché dalle finestre si vede il piazzale e così li abbiamo sotto controllo. Noi mangiamo e loro giocano a pallone. Vedrete che buone le vongoline al sugo di seppia. E' un loro piatto speciale, mi ringrazierete!"

Esisteranno? Io guardo.

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