Zibaldone

PRESTITO D'ONORE? MA CHE BELLO!

Agosto 2008.

Su un giornale locale (del piacentino o del parmense) leggo del Prestito d'Onore riservato agli studenti. Per chi non lo sapesse, sono prestiti che le banche fanno agli studenti grazie ad incentivi messi a disposizione dal Governo.

A parte la solita carta ed i vari molteplici distinguo (non più di "tot" al singolo studente, non più di "tot" a "tot" studenti, non più di "tot" iscritti ai master, non di più "tot" frequentanti l'Erasmus, non più di "tot" eccetera) gli studenti di Parma non sono però del tutto convinti.

Primo: nessuno ha loro chiesto se erano d'accordo sul tasso d'interesse (4,5% annuo). Poi, non capiscono bene se le banche saranno autorizzate a chiedere la restituzione quando lo studente comincerà a lavorare (come in altri Paesi) o semplicemente smetterà gli studi (appena laureato, ma ancora disoccupato o a reddito basso!). Temono anche - perché no? - che questo sistema finisca prima o poi per eliminare, ridurre o ritardare le borse di studio e gli altri incentivi gratuiti.

Gira e rigira, è sempre la stessa minestra.

Il debito, invece d'averlo sulle spalle mamma e papà, viene passato al futuro lavoratore, cioè ai futuri mamma e papà. Pagatori cioè - si badi bene - che oltre a mantenere i figli e pagare per la loro istruzione, dovranno anche restituire i soldi della propria. Il sistema non paga, ma anzi vuole essere pagato. Dice ad esempio (il giornale) che l'ex Ministro Giovanna Melandri ha a suo tempo indicato, fra i vari impieghi del prestito d'onore, quello appunto di pagare le tasse universitarie.

Ora è intervenuto un terzo. È la banca, che, con un piccolo profitto, aiuta i futuri genitori. Naturalmente, si ricorderà poi sempre di loro. Sempre, fino in capo al mondo.

Non c'è niente da fare. Prodi era un professore, stampato dai professori, testa da professore e visione del mondo da professore. Gongolava mentre poneva a suo tempo le basi del prestito d'onore! In America il sistema funziona, dicono, anche se non pochi studenti hanno finito con l'indebitarsi per anni (decenni).

America? Ma che c'entra l'America? Vi immaginate due milioni e mezzo di studenti in Italia sopra i 14 anni... già tutti indebitati?! Due milioni e mezzo di indebitati? Ma essere giovane cos'è, una malattia? Una colpa? Ai debiti, poi, non c'è mai limite, vero? Ad un prestito d'onore per la semplice università, potrebbe seguirne uno per l'Erasmus, poi uno per il Master e così via. Sempre che non si cominci a darlo a chi è in difficoltà frequentando le Scuole Superiori tipo licei ed istituti tecnici. Ma che bello! Giovane = Indebitato! Ma che bella equazione! Le banche tremano di gioia repressa. Così giovani, così già loro clienti.

Non vogliono pagare lo studente? Sciopero dei libri! Semplice sciopero dei libri. Nessuno studente iscritto alle sessioni d'esame o (nelle scuole superiori) che apre un libro né spiccica una sola parola durante le lezioni in classe. Sciopero bianco! In due mesi, se la fanno sotto tutti dalla paura. Prima ridono alla grande, anzi sghignazzano, poi ridono e basta, poi sorridono, poi dicono «Ma su, ragazzi, cosa state facendo? In fondo siete dei bravi studenti, ragionate, pensate ai tanti sacrifici fatti dai vostri genitori e dalla società» e alla fine, passato il primo mese, diventano terrei.

Se c'è una cosa che terrorizza nel profondo una società moderna, è che i suoi studenti incrocino le braccia. È il futuro che scompare.

Svegliati studente. O capisci di essere il solo, unico, vero ed insostituibile apprendista, oppure la minestra avrà sempre lo stesso sapore. Tu peni e ti indebiti, mentre il sistema mantiene invece (il poverello! il miserello!) una quantità spaventosa di personale (presidi, segretari, impiegati da provveditorato, bidelli, professori, assistenti, consulenti..) facendo tutti gli anni finta di ridurre - anzi di "razionalizzare", come si dice in gergo - le spese scolastiche. Con consumi energetici classificabili come puro spreco (vedi centinaia di migliaia di infissi che perdono, caldaie vetuste, porte spalancate, isolamento zero) calcolabili in decine e decine di super petroliere!

Di te se ne sbattono e nemmeno hanno né avranno mai (eccezioni a parte) il coraggio di difenderti.

Non pensare a quanto costerebbe stipendiare lo studente serio, che rende e si impegna. Ti ho già detto che sei uno zero. E poi - rifletti! - se vieni pagato, spendi anche, non è vero? E se spendi, l'economia non gira forse più in fretta? Se invece risparmi e addirittura compri azioni, non useranno sempre e comunque il tuo denaro per lavorare? Pagandoti per questo? Caro studente, non vivi più il mondo di Athos, Portos, Aramis e D'artagnan. Anche loro erano andati a scuola, ma il sistema di cui facevano parte non aveva illimitati poteri produttivi. Era quello che era.

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