![]() |
|
pagina 3 |
|
|
|
Emerge poi nella lettera anche la solita tremenda difficoltà dei genitori di riuscire a sapere per poter capire e quindi agire. Del problema della comunicazione scuola/famiglia ne ho ampiamente parlato nel libro, ma è certo che se il ragazzo in questione è riuscito a confondere le acque per più di un decennio la cosa ha contorni danteschi. Molte scuole, oggi, grazie ai computer ed alle reti, magari
anche attraverso il cellulare, cercano di ovviare al problema. Infatti,
se il sistema affida a degli adulti esterni almeno il 50% della responsabilità
dell'apprendimento, questi non dovranno essere messi in difficoltà
ma considerati colleghi a tutti gli effetti e quindi in grado di
accedere a tutte le informazioni che vogliono. Ma - domanda lecita! -
ci volevano proprio i computer? «Cosa?! Coinvolgere la segreteria? Le segretarie? Ma siamo pazzi?» «Coinvolgiamo il preside, allora! Non è forse a scuola anche di pomeriggio?» «Ma figurati! Chiamare il preside?! Ma imparino a scriversi i compiti sui diari, invece!» Certo! Poteva succedere che tutti i pomeriggi telefonassero cento genitori! A questo punto il personale di segreteria avrebbe potuto scocciarsi e pretendere dai professori un migliore controllo dei diari. Certo! Ma oltre a garantire un servizio assolutamente impeccabile, si sarebbe anche potuto scoprire che il sistema del diario fa acqua da tutte le parti e che il telefono era proprio l'ultima ed inevitabile spiaggia. Ma non si è mai fatto. Perché? Perché la scuola di Aristotele (un grandissimo genio, che cito solo per indicare i suoi tempi) è impiegatizia. Vuoi che degli impiegati combattano con il preside per costringere la segreteria ad assumersi anche quel compito? Violando così una intera enciclopedia di diritti sindacali e mansioni lavorative? Vuoi che fissino un docente sempre presente al pomeriggio in sala insegnanti per rispondere al telefono? Vuoi che addirittura combattano contro la presidenza per avere almeno una linea telefonica in aula insegnanti? Ma si arrangeranno gli studenti!! Non vogliono studiare? Andranno a lavorare! Ma torniamo ai nostri tempi. Un professore moderno, galileiano, post industriale e informatico, non detta mai niente sui diari perché questo è tutto tempo perso durante le lezioni. Invece, in sala insegnanti o quando arriva a casa, scrive i compiti su una pagina internet, protetta, cogliendo in questo modo parecchi piccioni con una sola fava perché fa un salto di quattrocento anni. - A) Risparmia molto tempo in classe. Oggi le ore di lezione sono spesso (amministrativi vil razza dannata) di soli cinquanta minuti, che diventano anche meno considerando il tempo necessario a spostarsi di classe, entrare, salutare, sedersi eccetera. Risparmiare cinque o dieci minuti di sciocca dettatura significa aumentare il tempo per la didattica dal 10% al 20%. - B) Può assegnare su pagine differenti compiti differenti ad allievi di capacità differenti. Questa operazione, infatti, quando necessaria, in classe aumenta mostruosamente i tempi necessari alla dettatura sui diari ed è anche per questo che viene a volte sciaguratamente evitata. - C) Può informare in tempo reale gli allievi malati o comunque assente senza costringerli a giri di telefonate presso gli amici. - D) Può informare i genitori in modi assolutamente perfetti, perfetti, perfetti, perfetti. - E) Può assegnare con ordine, senza cioè alcuna possibilità di confusione, l'esatto numero di pagina e il preciso numero di esercizio a quegli studenti che hanno il testo di una edizione precedente, come al solito leggermente differente. Situazione questa che in classe genera di solito una bagarre incredibile. - F) Può anche rendersi conto di quanto lavoro
sta affidando in un'area fuori dal suo diretto controllo. Questo ultimo punto non è meno importante degli
altri. I professori non sanno mai quanto lavoro stanno realmente assegnando
tutti insieme e quindi sono gli eterni e simpatici straccioni della
situazione. Nel registro di classe non vengono infatti mai riportati i
tempi necessari agli svolgimenti (cosa che creerebbe anche enormi contestazioni
da parte degli studenti), così che nessun collega sa mai quanto
fa il totale. Idem per quanto riguarda le interrogazioni programmate.
Nessun genitore dovrebbe improvvisarsi poliziotto per conoscerle ma dovrebbe
trovarle semplicemente su internet. Un click e vede tutto. Data dell'interrogazione
e magari anche gli specifici argomenti su cui il ragazzo dovrà
rispondere. E idem anche per i risultati delle prove
scritte e delle interrogazioni. I voti cioè! I genitori (che ripetiamo
sono i responsabili del 50% dell'apprendimento) dovranno pure avere una
password per controllare e avere il polso perfetto della situazione, non
è vero? Cioè il feed-back dei loro sforzi!? Sono o non sono
dei colleghi forzosamente aggiunti? «Cara signora, per il momento Lei è soltanto una serva del sistema scuola. Un giorno, per altre mamme, esisterà la condizione reale, di fatto, nobile, di collega aggiunto. Sempre che, ovviamente, la scuola non passi nel frattempo in modalità galileiana. In quel caso non verrà più demandato in area domestica né il 50, né il 40, né il 30, né il 20, né il 10 per cento di studi e lavoro. Ognuno farà semplicemente il suo mestiere (il papà il papà, il professore il professore); e se esisteranno ancora compiti e studi da svolgere a casa i professori saranno sempre e comunque in rete, pronti ad aiutare e se è il caso a sollecitare. Per il momento, la sua condizione resta piuttosto umile ed infelice. Coraggio!» |