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G E R E M I A D I |
Non ho editori alle spalle, né frequento circoli culturali o partiti politici, e nemmeno ho tempo.
Eppure di "Lettera alla Scuola" ne hanno parlato quasi tutti i giornali cui è arrivata. Un circolo culturale l'ha anche presentata alla cittadinanza, e una radio e una televisione hanno intervistato l'autore. La scuola come ha reagito? Il libro è stato scritto per liberare gli insegnanti dal nulla impiegatizio e dar loro spirito dirigente. Molte copie sono arrivate nelle scuole di Cremona e provincia, tutti i genitori eletti nei Consigli d'Istituto delle Medie Inferiori della città ne hanno avuta una, e molti presidi e studenti hanno potuto sfogliarle e considerarle. Ebbene? Qualche Collegio Docenti ha forse invitato l'autore a parlare? Qualche preside telefonato per complimentarsi o protestare? Qualche comitato studentesco chiesto spiegazioni? Qualche genitore organizzato incontri? I genitori "hanno i figli in ostaggio", come mi ha detto un preside. Ma i professori? Gli studenti? E la paga agli studenti, poi?! Proprio a nessuno interessa che lo studente sia pagato? E' meglio lasciarlo povero, invece, così che, insoddisfatto e sempre bisognoso, sia politicamente più malleabile? Silenzio. |