Ai Genitori Rappresentanti di Classe

Il libro è lungo? Sì, però mi chiedo! Quante pagine occorrono per cancellare trenta anni di:

Amministrazione ------->> anziché Lavoro;

Organi Minorati ------------------>> anziché Organi Collegiali;

Impiegati ---------------->> anziché Dirigenti;

Impiegati -------------->> anziché Padroni;

Dirigenti ----------------->> anziché Impiegati?

Credete che sia soltanto un caso che quando andate a scuola a parlare coi professori non riuscite mai a trovare il bandolo della matassa ? Pensate ad un caso?

Il libro è stato scritto per i professori, anche se in termini comprensibili a chiunque. Ma se in una classe sveglia bastano cinque minuti per farsi intendere da tutti, in una che dorme possono invece volerci due intere lezioni! Un professore non si mette quindi a scrivere trecento pagine se la gente capisce al volo. Glie ne bastano quaranta o cinquanta. Se invece ne scrive trecento è perché sa che con meno proprio non può fare. Perché conosce a menadito le orrende assurdità mentali che si celano in un numero spropositato di cervelli allevati dall'Amministrazione Pubblica anziché dal Mestiere; dai Punteggi invece che dagli Obiettivi! Il professore - proprio come in certe classi - sa che se non spiega tutto, ma proprio tutto, passaggino per passaggino e dettagliuzzo per dettagliuzzo, moltissimi capiranno Roma per toma. Non tutti, ovvio! Ma se scriveva solo per quelli che capivano, trenta pagine bastavano.

Più il libro è lungo e più dovete immaginare l'ottusità mentale della gente a cui sta spiegando. Non si tratta di intelligenza, ma di ottiche talmente solidificate da diventare occhiali permanenti. E' la percezione ad essere ottusa. Ad un genitore qualsiasi, che di insegnamento non sa un accidenti, però lavora in fonderia, trenta paginette probabilmente bastavano. Per la media dei professori ne servono invece trecento perché da decenni vivono di serene e quotidiane assurdità dove la follia è la normalissima regola.

Troppe? La lettura su monitor è più lenta; e anche se il testo può essere tranquillamente letto saltanto qua e là, per visionarlo possono volerci il doppio delle normali sette o otto ore. Tuttavia il genitore, quando viene eletto e va a fare il Rappresentate di Classe, davanti a sé ha due sole strade. Una è quella di fare mamma e papà. E' la strada della disperata maggioranza. L'altra è invece quella di capire perfettamente come si muove il sistema, dove falla e come dovrebbe funzionare.

Il Genitore Rappresentante vuole fare mamma e papà? Lo faccia, ma perderà dieci volte di più il suo tempo. Se durante il suo incarico tutto andrà per il meglio, cioè il solito tran tran, bella classettina, gli insegnanti sono contenti, si sentirà simpaticamente tollerato; se invece qualcosa andrà storto si sentirà impotente. Quante ore avrà buttato per poi accorgersi che era tutto inutile? Venti, quaranta, cinquanta, duecento? E le arrabbiature? Quante volte la sensazione d'essere preso in giro? Ci vogliono venti ore - invece - per capire a fondo cosa diavolo stia dicendo quell'insegnante ai suoi ex colleghi? Pazienza per le venti ore! Chi potrebbe impiegarne di meno per capire un ambiente totalmente sconosciuto?

Una volta era facile fare il Genitore Rappresentante. O si era della Chiesa Rossa oppure, al contrario, di quella Bianca. Pensiero preconfezionato e magari anche tessera del Partito. Uno contro l'altro, era sufficiente questo. Ma allora volavano i bombardieri atomici, codici d'attivazione e testate pronte. Era un mondo con ben altri problemi. Quarantamila testate erano il problema. (Scusate la brutalità, ma per anni molti Consigli di Classe sono stati soltanto questo: Guerra Fredda).

Oggi invece? Oggi un genitore (serio) non può pensare di leggere le norme ministeriali sulla funzione del Rappresentante per capire l'ambaradan. La scuola poggia sulla carta, ha fondamenta di carta e nella carta sprofonda. Vuole tuffarsi nella carta anche lui?

Nel libro ci sono delle sciocchezze perché la perfezione non è di questo mondo. Ma assolutamente niente di quel che è stato scritto è lì per caso! Nel 2003 l'ho riletto interamente, d'un fiato, e con grandissimo stupore mi sono accorto che non avrei cambiato una sola virgola ed un solo aggettivo. Mentre leggevo ero addirittura sbalordito! Credevo di sognare!! Quando si scrive si è infatti ultra critici e sempre tentati di correggere e migliorare; in tre anni ne era passato del tempo per rielaborare il testo a livello inconscio! E invece no. Nemmeno una virgola! Troppo assurdo quello che ho visto in tredici anni.

Il libro è lungo? La classe - purtroppo - è quella che è. Fa fatica, fa fatica, fa fatica....

Fate la scelta giusta! Mamma e papà lo siete già.

Tenete il libro sul desktop e ogni tanto apritelo a caso! Coraggio! Tocca a voi fare i padroni e la baracca non può né deve avere misteri.