Il Genitore Presidente del Consiglio d'Istituto

All'interno del Consiglio d'Istituto, l'ultimo livello decisionale, ci sono più figure.

Il professore - che rappresenta i vari tecnici pagati per insegnare.

Il segretario - che rappresenta l'amministrazione pagata per fare i conti.

La persona più importante della vostra scuola?

Il bidello - che rappresenta il personale pagato per pulire e fare ordine.

Il preside - che rappresenta il Governo che pagato dai cittadini per istituire. (Anche lo stesso preside è pagato per vegliare sugli adempimenti).

Lo studente - che rappresenta (pagati o meno che siano gli alunni), lo scopo dell'istituzione.

Il genitori - che rappresenta la società pagante.

Oibò! Pagante!

Col cavolo che i Genitori rappresentano l'utenza, come direbbe qualche preside mettendo la bocca a culo di gallina! L'utenza, al massimo, sono gli studenti proprio perché vanno ancora a scuola. Come si nota, i genitori non sono affatto pagati per fare qualcosa, ma pagano. Dunque, non c'è da meravigliarsi se il Presidente del Consiglio d'Istituto - e non il preside! - sia la persona più importante di tutta la scuola!

Bene! Quali consigli dare a questa figura?

Ecco alcune proposte, fermo restando che la più importante dal punto di vista formale è sempre quella che il Collegio Docenti abbia un luogo fisico e qualche professore per relazionarsi con i Genitori. (Sia per udire, sia - a riunioni effettuate - per rispondere). Questo luogo e quelle figure, formali o meno che siano, debbono assolutamente esistere! E la più importante dal punto di vista sostanziale è la potenza d'insegnare, ovvero la clonazione elettronica di una parte sempre maggiore della didattica.

Bene! Tanto per cominciare...

  • Il Presidente potrebbe convocare delle riunioni a scadenze fisse, ad esempio quindicinali, per tutti i genitori della scuola. Riunioni a porte chiuse, dove non sono ammissibili nemmeno come uditori gli operatori scolastici, bidelli compresi. A queste riunioni non verrebbero certo tutti (solo quelli che hanno da protestare o proporre). Riunioni assolutamente non formali, non noiose, ma concrete. L'ordine del giorno? Salvo eccezioni, il semplice ed onesto: "Gente! C'è qualcosa che non va?". Alle riunioni non viene praticamente nessuno? Meglio, vuol dire che tutto fila liscio.

 

  • Potrebbe - il Presidente - dare la propria mail a tutti i Genitori perché questi possano continuamente informarlo sui problemi e loro evoluzioni, stimolando tutti a scrivergli alla minima perplessità.

 

  • Potrebbe stabilire che tutti i genitori di una certa scuola - usciti i loro figli dalla stessa, non avendoli quindi più in ostaggio - scrivano quanto esattamente pensano della scuola stessa, di ogni singolo insegnante, dell'organizzazione, del lavoro svolto eccetera. Gli incartamenti al solo Presidente del Consiglio d'Istituto. Incartamenti che potrebbero poi passare di mano in mano - magari in forma elettronica - col cambiare dei Presidenti stessi. Incartamenti che anno dopo anno acquisterebbero il loro peso per poter agire in modi più precisi e motivati nei confronti di insegnanti o di interi Collegi Docenti. (O anche per arrivare a pretendere i danni dal Ministero se questo, allertato e richiesto di licenziare o inviare Ispettori, non avesse risposto o fosse risultato sempre succube di sindacati e di logiche puramente formali).

 

  • Potrebbe stabilire che ogni anno gli studenti e i loro stessi genitori rispondano a semplici questionari dando un voto ai vari insegnanti sulle loro caratteristiche di base: ordine, chiarezza nello spiegare, capacità di clonare il proprio lavoro su macchina, rapidità nel consegnare gli elaborati, serietà, cortesia, capacità di trattare con gli allievi eccetera. Naturalmente anche un giudizio finale (buono, ottimo, scarso) perché professori fuori linea (magari con ritardi nel consegnare gli elaborati e disordinati ) possono però avere un carattere di fondo perfettamente apprezzato dagli allievi. Questi - ricordiamolo! - necessitano soprattutto di entusiamo e preparazione e non di ragionieri della didattica. Se gli altri membri del Consiglio di Istituto si oppongono ai questionari, il Presidente potrebbe passare attraverso il Comitato dei Genitori e far compilare i questionari a casa. I dati, ovviamente, nelle sole mani del Presidente.

 

  • Potrebbe anche, tutte le volte che serve, entrare nel Collegio Docenti e fare due chiacchiere con gli insegnanti. Naturalmente, quanto dice non potrà essere messo a verbale perché la riunione dovrà essere formalmente sospesa e quindi riaperta quando andrà via. Ma le cose dette a quattrocchi, guardando bene in faccia le persone, contano molto. Si ha il polso della situazione, si passano messaggi chiari e se si debbono fare domande si ottengono le vere risposte o almeno i veri dubbi. Se il preside si oppure a che un "estraneo" entri nel Collegio a fare domande, il Presidente non deve forzare la porta o prendere a calci il purista, ma scrivere al Collegio chiedendo la possibilità di poter - cortesemente - interrompere la prossima riunione per un certo numero di minuti. Interrompere, solo interrompere, e non certo per chiacchiere da bar! O anche - chissà se esiste una possibilità giuridica - d'essere ammesso come uditore quando vengono trattate certe questioni. In fondo, non sono riunioni segrete, tant'è che vengono che il verbale è a disposizione di tutti.

 

Altri consigli? Vedremo più avanti, soprattutto se qualcuno esperto in normative collaborerà nel forum. Le critiche sono ben accette perchè il fine deve essere l'operatività e non - come al solito - la carta, la carta, la carta, la carta e poi ancora carta.