I genitori!... Ancora livelli decisionali prossimi allo zero?

Ai Genitori che stanno per eleggere i loro i futuri rappresentanti scolastici, i professori dicono sempre la cosa più ovvia del mondo:

«Ma sì, coraggio! Se anche venite eletti, si tratta poi di passare qui a scuola quei cinque o sei pomeriggi l'anno. Al Consiglio d'Istituto, poi, vi potrebbe andare ancora meglio: due o tre serate. Un po' di pazienza, si tratta di formalità da adempiere per legge e qualcuno lo dovrà pur fare».

Genitori a controllo zero

Il messaggio dei professori, fallimentare e perdente, è perfettamente logico:

«Se la nostra struttura di comando è pressocché inesistente (e siamo a scuola tutti i giorni) figuratevi cosa potrete fare Voi per modificare le cose».

In effetti, quasi sempre, se la struttura decisionale dei professori funziona al 5% per potenziale, quella dei Genitori funziona allo zero per cento. Il genitore deve quindi prima di tutto capire bene il suo ruolo. La sua figura esprime simultaneamente tre diversissimi ruoli (leggere attentamente la nota a pag. 40 e pag. 41 del libro). I ruoli cioè del:

Padrone (mantiene infatti attraverso le tasse la costosissima struttura). La sua sede istituzionale è il Consiglio di Istituto.

Socio (collabora con i tecnici al buon andamento delle cose). La sua sede istituzionale è il Collegio Docenti.

Pagante (deve sottostare alle condizioni formulate dai tecnici e quindi obbedire alle prescrizioni di cui la scuola lo ritiene responsabile). La sua sede istituzionale è il Consiglio di Classe e la sua stessa persona quando va alle udienze.

In pratica ha esattamente i ruoli di un agricoltore all'interno di una cooperativa, o di un industriale all'interno d'un gruppo d'acquisto (gli esempi sono infiniti).

Compreso questo, sia come semplice genitore sia come Rappresentante di Classe, quando entra in scuola per protestare o per proporre ad un qualsiasi livello, non deve mai e poi mai andare dal preside. Solo per questioni relative alla deontologia del personale (professori) o del figlio (studenti) il preside è figura necessaria e sufficiente. Per tutto il resto, cioè per il lavoro in sé e per sé, la didattica, quindi il novantotto per cento dei problemi, esiste il Consiglio di Classe, il Collegio Docenti ed il Consiglio d'Istituto.

Le questioni minime sono ovviamente da Consiglio di Classe. Ma quelle grandi (e le piccole mai risolte), da Collegio.

Il genitore deve scrivere a questo organismo e attendere risposta scritta. Anche chiedere di essere ricevuto durante le riunioni (la seduta viene formalmente sospesa e poi riaperta quando se ne andrà). Non deve sentirsi in imbarazzo a scrivere perché, anche se non è un tecnico, a questo livello non è più socio pagante (fai quello che ti dicono i professori, esprimi pure la tua modesta proposta e poi adeguati) ma è Socio di stesso livello.

Quando il Collegio non risponde - o peggio non risolve i problemi - allora il genitore (Rappresentante di Classe o semplice individuo) passa direttamente a scrivere al Consiglio d'Istituto (anche chiedendo di essere fisicamente ricevuto: la riunione sarà formalmente sospesa e formalmente riaperta quando se ne andrà). Qui non solo non deve sentirsi in imbarazzo, ma al contrario deve avere la certezza d'essere l'unico e vero padrone. Come ovvio, dal Consiglio d'Istituto potrebbero essere eliminati tutti i vari componenti (professori, presidi, segretari, bidelli, studenti) ma mai e poi i Genitori. Perchè? Perché sono quelli che mantengono tutti.

A questo ultimo livello il genitore pretende. Semplicemente! Non sottopone più i problemi, non chiede più interventi, non dà contributi, non chiede chiarimenti, ma comanda. E come socio padrone può addirittura minacciare la possibilità di risarcimenti o licenziamenti se le questioni non saranno perfettamente appianate. Ovvio che la sua lettera sarà vagliata dai componenti genitori del Consiglio. Ma gli stessi genitori di quel Consiglio debbono avere la piena consapevolezza che il collega che scrive (o viene fisicamente ricevuto) fa parte dei padroni. Come loro!

Il preside?

Il funzionario deve essere contattato quando questi Organi non funzionano. Allora sì che, attraverso di lui, si chiederanno ispezioni governative e controlli vari. Allora sì che lui stesso prenderà carta e penna per scrivere agli Organi incriminati (o incriminabili). Lo stesso preside, compreso infatti che gli Organi non fanno il loro dovere, collaborerà a determinare i possibili risarcimenti per il genitore. Il preside invece come ruffiano della situazione? Buon papà o paciere da pubbliche relazioni? Figura meschina da "Abbiamo presente il problema ed è tutto sotto controllo"? No grazie! E' pagato dal Governo, cioè dai Genitori, e non dai professori o dai bidelli (tantomeno dagli Studenti).

Ma passiamo al pratico!

Eh sì, il pratico!!

Quando il Genitore entra in scuola per protestare e proporre (tramite scritto o a voce) a livello di Consiglio di Classe, chiede del coordinare di Classe. Di solito è il professore di Lettere o Matematica. Bene! In questo caso consegna il suo scritto indirizzato al Consiglio di Classe o dice semplicemente quello che voleva.

Se invece deve rivolgersi al Collegio Docenti trova subito ostacoli formidabili. Non esiste alcuna Rappresentanza di quell'organo e quindi alcun coordinatore. Che deve fare il genitore in questo caso? Semplice! Prima deve comunque chiedere del coordinatore o della Rappresentanza. Chiedere e insistere. Poi, non trovandola, quando cercheranno di convincerlo che formalmente il Preside è il coordinatore di tutto (vero, ma irrilevante), rifiutarsi di parlare con lui e insistere per avere un tecnico. Non importa se non è il verbalizzante della riunione, o il moderatore durante la stessa. Basta un professore che si incarichi à di portare la cosa al Collegio. Se nessun professore si offre, non resta che il solo scritto, che andrà consegnato in segreteria per l'apposito protocollo.

Mai utilizzare il preside per questioni non deontologiche. Utilizzarlo per il resto è truffa nel senso di cosa non chiara perché la sua è figura super partes. Non è un insegnante, non è un tecnico, ma il garante della legalità del sistema.

Se il Genitore invece va a scuola per questioni che possono riguardare solo il Consiglio d'Istituto, cioè l'ultimo livello decisionale, in grado di sciogliere nodi troppo complessi (e di minacciare risarcimenti o gli opportuni licenziamenti), è sufficiente farsi dare il numero di telefono del Presidente, necessariamente un Genitore. Parlargli della cosa, chiedergli metterla all'ordine del giorno, oppure dirgli semplicemente che c'è uno scritto per lui in segreteria. Se questo Presidente invita a rivolgersi al preside per la messa a verbale della questione o per l'allegamento dello scritto, fate quello che vi dice. Usato come segretario, il preside in questo caso va benissimo.

Mai e poi mai utilizzare un preside per questioni non deontologiche o di pura formalità. E' un falso alleato che vi abbandonerà nel momento che chiederete i danni e che potrebbe tradirvi anche prima per puro e semplice quieto vivere. Va invece utilizzato per chiamare Ispettori, Ministero e per allertare gli Organi pigri o timorosi. Questo è il suo esatto mestiere. Se non vuole farlo, va sicuramente contro qualche norma e lo spirito stesso del suo ruolo. A questo punto ci si rivolge al preside solo tramite lettera raccomandata, per conoscenza al Ministero e altri organi istituzionali, compreso il locale Consiglio d'Istituto.

Di ogni richiesta, proposta o minaccia fatta agli Organi decisionali il Genitore deve sempre fornire copia al Comitato dei Genitori ed al suo presidente. Sempre! Come sempre al preside, in quanto garante dei diritti di tutti e quindi persona assolutamente da informare. (Per conoscenza, sia chiaro, solo per conoscenza, ma da informare). E in ogni scuola il Genitore deve sempre pretendere che esista una Rappresentanza stabile (cioè un Coordinatore in un preciso luogo fisico all'interno dell'istituto) che ascolti e si relazioni con l'utenza per tutto quanto è didattica e problemi collegati in nome e per conto del Collegio Docenti, l'organo tecnico più importante. Il coordinatore non può quindi essere il preside, e il luogo fisico deputato non potrà mai essere la presidenza. Il genitore che entra a scuola per protestare deve sempre poter raggiungere i tre livelli decisionali tramite chiare persone fisiche. Il preside gli servirà solo ed unicamente quando la legalità è violata. A questo punto è quello il suo referente, mentre saranno gli altri ad essere ora informati "per conoscenza".

Volete sapere se la cosa - messa in questo modo - funziona?

Avete dubbi? Provate.