Gli studenti... Ancora livelli decisionali sotto lo zero?

Se la struttura di controllo e comando dei Professori funziona - per tutti i motivi riportati nei primi due capitoli del libro - al 5% del potenziale, e quella dei Genitori è nulla, quella invece degli Studenti è addirittura negativa, cioè a valori inferiori allo ZERO. Immagino lo stupore. Come si può avere una struttura di controllo inferiore allo zero? Semplice, basta occuparsi d'altro.

Studente

sotto zero

 

Se dei Genitori, ad esempio, invece di occuparsi dei problemi della Scuola, durante gli incontri con i professori parlassero unicamente di Maldive e Canarie, la loro presenza nei Consigli di Classe e d'Istituto sarebbe non solo nulla, ma deleteria. Fuorviante. E quindi, in quanto d'ostacolo e disturbo, inferiore allo ZERO.

Gli studenti hanno più problemi dei Genitori.

Il primo - di base - risiede nel fatto che vivono all'interno di una struttura dove gli adulti danno un discutile esempio. Sono infatti adulti che, al di fuori della classe dove esprimono competenza e capacità, non sanno più che pesci pigliare per risolvere i problemi pratici. Inermi, possono avere un patema d'animo nel chiedere un nuovo vocabolario di greco, e possono arrivare a sentirsi anche folli e rivoluzionari nel pretendere un vocabolario in più per tutte le classi in cui insegnano. A proposito di greco. Ricordo una scena micidiale al liceo Classico di Cremona. Sono lì per presentare il mio libro. Mentre cerco di parlare con il preside o vicepreside (è l'anno 2000, credo, o il '99) noto che gli studenti sono in sciopero e sta per partire una delegazione per protestare sotto le finestre del Provveditore. Mentre guardo con occhio pietoso quei giovani illusi, ignari del colossale errore, si leva l'autorevole voce di un adulto. "Ragazzi, mi raccomando!" è la vibrante preghiera al gruppo in partenza. "Se andate dal Provveditore ditegli anche che ci sono i bagni da rifare! I bagni! Mi raccomando, non dimenticavi i bagni!".

Se gli adulti danno un esempio discutile, vi è poi un secondo ostacolo. Lo studente (parlo della stragrande maggioranza) non crede in sé stesso e nella propria forza. In famiglia è un mantenuto (si veda il cap. 9: LA BOTTEGA) e quindi, all'idea di fare muro contro gli stessi adulti che lo mantengono (parlo degli adulti in genere), si schermisce. I conti economici, le modalità d'insegnamento, le strutture, sono tutti gestiti da adulti, e quindi... Insomma! Da perfetto mantenuto, ha la sensazione di passare alla parte poco simpatica del rompiscatole.

L'ultimo problema nasce dai due precedenti. Se gli adulti della scuola (Presidi, Professori, Segretari, Bidelli, Genitori) non riescono mai a cavare un ragno dal buco, e tutto procede decennio dopo decennio con il solito tran tran, uno studente non può non avvertire la sua perfetta inadeguatezza alla soluzione dei problemi pratici. Ovvio no? Se gente molto più forte non riesce a cambiare le cose, perché dovrebbe riuscirci lui mille volte più debole?

Questi problemi, che a ben vedere sono soltanto stati d'animo, alla fine demotivano lo studente serio e volonteroso. Le elezioni scolastiche per nominare degli studenti rappresentanti di classe e d'Istituto rischiano così di avere una partecipazione reale di gran lunga inferiore a quella formale; chi viene eletto è spesso sospettato (non sempre ovviamente) di essere persona che ha trovato il coraggio di esporsi non per fatti e problemi concreti (che neppure vengono presi in esame), ma più che altro spinta dalla politica o dall'ambizione. Insomma, o è persona fortemente motivata dal punto di vista politico (politicizzata), o trova un certo godimento nel sentirsi al centro dell'attenzione. (O ha magari semplicemente voglia di farsi una qualche esperienza in più).

Risultato? Maldive e Canarie.

Lo studente ne avrebbe parecchi di problemi pratici. Ha per esempio il problema che i libri di testo costano un occhio. Il problema che il cellulare ogni tanto va ricaricato. Il problema che a volte deve andare a ripetizione di qualche materia perché proprio non ce la fa, e le ripetizioni costano parecchio ed incidono colpevolmente sul bilancio familiare. Il problema della benzina da mettere nel motorino. Il problema del motorino stesso, che costa un paio di stipendi dei genitori, e quindi in molti casi il risparmio di parecchi mesi. Ha il problema che la settimana prima di Natale i professori entrano in classe senza la più vaga idea di cosa faranno i colleghi, sparando così novanta ore di studio complessivo («Affinché non vi arrugginiate troppo durante le due settimane di riposo, ragazzi!»). Il problema che la gita è troppo cara e il contributo, invece di arrivare prima, arriva dopo. Magari mesi dopo. Il problema della maleducazione di compagni e professori, il problema di non riuscire (a forza di compiti e compiti), a leggere i libri che vorrebbe. Ha il problema che il computer, fra macchine e programmi, costa una certa cifra all'acquisto, e per di più ogni tanto si guasta. Ha il problema che costano anche i quaderni, i pennarelli, le scarpe da ginnastica, gli abbonamenti. Il problema che - capita a molte ragazze - piacerebbe proprio comprare una bella bicicletta elettrica, ma costa metà di uno stipendio dei genitori. E - ovviamente! - costa anche la pizza che, da cittadino, almeno una volta al mese vorrebbe mangiare con compagni ed amici.

E' insomma un nullatenente sempre sotto pressione per mancanza di soldi e super impegno. Invece, ecco le Maldive!

La guerra in Irak...

______La Riforma proposta dall'ultimo Ministro...

____________La pubblicità negativa in Tv...

__________________Le Multinazionali e il Terzo Mondo...

________________________Il rapporto con le altre religioni...

__________________________La guerra nel Kuwait...

______________________________La guerra nel Kossovo...

(Il colore azzurro chiaro per far pensare a mare e nuvole)

Sto esagerando? Forse, ma in assenza di problemi pratici, o si vola alto, discutendo di questioni addirittura mondiali, oppure si fa festa. Festa nel senso che ci si appropria di alcuni spazi all'interno dello stretto orario scolastico e si fa quel che viene in mente. Non Maldive, per così dire, ma Canarie. Ecco la proposta per un'assemblea studentesca nell'anno 2005, in una scuola media Superiore.

PROPOSTA

L'assemblea del giorno................... si terrà all'interno dell'istituto, avrà inizio al termine della prima ora e sarà organizzata in due turni da 2 ore ciascuno.

Ogni studente sceglierà cosa fare in questi due turni, se assistere alla proiezione di uno dei film proposti o partecipare ai dibattiti a tema moderati da altri studenti.

Ci saranno due turni di proiezioni in aula magna e due nel gabinetto di fisica, supportati da sei corsi. Tra i film proposti verranno proiettati i quattro che otterranno più preferenze - per la scelta ci baseremo sulle indicazioni che ogni classe darà attraverso questa scheda. Qualora un film ricevesse un altissimo numero di preferenze verrà proiettato due volte. (allegato alla presente scheda c'è un breve riassunto delle trame dei film per aiutare nella scelta).

Gli studenti rimarranno in istituto fino al termine del loro orario curricolare. Ogni classe dovrà ora segnare i cognomi e il totale delle persone interessate ad ogni film e ad ogni dibattito proposto, con due preferenze a persona. Invitiamo coloro che sono sicuri di non partecipare alla assemblea a non segnarsi.


E' in programma una proiezione in aula magna per le classi che hanno la sesta ora (no, non è la puntata dei Simpson di ieri!)
Entro sabato verranno definiti gli orari delle proiezioni e dei dibattiti e le classi in cui si svolgono, attraverso un apposito comunicato.

(Ecco i "dibattiti pratici" a cui gli studenti saranno stimolati)::

  • FOTOGRAFIA II: interessanti spunti di riflessione con suggerimenti tecnici su un'arte ancora non abbastanza valorizzata
  • AAAH! TERRORE E ORRORE AL CINEMA: L'arte dei registi nel tenerci incollati alla poltrona
  • LA GUERRA BALCANICA: UN MASSACRO IGNORATO: Informazione e discussione da parte di chi ha vissuto un'esperienza di volontariato in queste terre dimenticate
  • CULTURA RASTA: Viaggio teorico e pratico in questo affascinante mondo
  • METALLO PESANTE
  • DANZA: Corso pratico di Hip Hop per principianti ed esperti

Non sono argomenti interessanti? Certo che lo sono. Ma c'entrano con i problemi degli studenti in senso stretto?

Oggi vari politici stanno pensando di risolverne alcuni. Ad esempio il problema dell'acquisto del computer o dei libri di testo. Ma dagli studenti quali input sono arrivati?

Nel capitolo LA BOTTEGA si parla del diritto dello studente ad essere pagato. Un diritto sacrosanto. Ma non è questo il problema di fondo. Non si tratta di rivendicazione sindacale, ma di un problema che, alla radice, risiede in tutti quei negativi stati d'animo che prima elencavamo. Stati d'animo che nascono da una vera e propria distorsione percettiva.

Quale?

Lo studente, da una parte, vivendo in un mondo privilegiato, continuamente sotto l'attenzione di genitori e professori, ritiene che il mondo che gira attorno a lui sia quello reale. Di fatto, quindi, scambia il minuscolo mondo della famiglia e della scuola per il mondo vero.

Dall'altra parte, invece, vedendosi al centro della famiglia e della piccola società in cui vive, percepisce sé stesso come elemento di grande dimensione e quindi (per conseguenza) di grande peso economico.

E tutto questo è falso. Percettivamente falso.

La società moderna, tecnologica, post industriale, è di una potenza assolutamente smisurata ed inimmaginabile per il giovane che vive all'interno delle mura scolastiche. Il mondo produttivo ha oramai superato ogni possibilità d'immaginazione della mente umana.

Lo studente moderno, per questa società potentissima, non solo non è un peso (anzi, come dimostrato, è la speranza del futuro, l'unico e vero apprendista del sistema) ma addirittura neanche esiste. E' troppo piccolo, troppo minuscolo per essere misurato. Occorre il microscopio per vederlo.

Il mondo non è costruito sulle debolissime forze dello studente e della sua famiglia, ma su forze titaniche. Quindi, per arrivare alla sintesi, lo studente è grande e quindi "pesante" solo in famiglia ed in classe, perché classe e famiglia sono fette ultra microscopiche della titanica società. Pesare tanto o poco, nell'universo non significa niente, perché occorre un termine di paragone. L'elefantino è leggerissimo per sua madre, ma un peso inconcepibile per la formica su cui sta camminando.

Facciamo degli esempi per essere meglio compresi.

Lo studente immagina che se chiedesse (faccio un esempio assurdo) di avere la benzina sempre gratis per il motorino, gli adulti fuori della scuola inorridirebbero all'idea dello spaventoso consumo richiesto alla società. Un consumo tremendo, micidiale. Se studenti rappresentanti chiedessero questo, e cercassero di far scioperare le scuole, la stragrande maggioranza dei giovani li prenderebbe in giro. Perché? Proprio perché lo studente immagina il mondo fatto a sua misura. In pratica, piccolo come una cacca di piccione. Non vede - per restare nell'esempio - che il milione di cavalli vapore necessari a far muovere tre ore al giorno quattro milioni di ciclomotori sono zero per un sistema di potenza smisurata. Non sa e non immagina che oggi - proprio oggi - molti ingegneri nel mondo si sono sentiti chiedere di progettare motori da decine di migliaia di cavalli, e centrali da milioni di Kilowatt. Lo studente si smarrisce di fronte alla spaventosa cifra di quattro milioni di motorini circolanti gratis, mentre gli adulti, all'idea dei quello stracciatissimo milione di cavalli vapore, non sanno che dire perché è roba da bambini. (Gli ingegneri che progettano motori di navi dai pistoni grandi come aule, o costruiscono industrie che necessitano della potenza di intere centrali, cosa potrebbero dire allo studente che non osa chiedere la benzina gratis perchè "è troppa energia"? Chi progetta portaerei con tre o quattro reattori nucleari a bordo e cento caccia d'attacco che divorano ciascuno due tonnellate di carburante al minuto, che potrebbero dire agli studenti che percepiscono il loro motorino da un cavallo e mezzo come troppo pesante dal punto di vista energetico?).

Altro esempio. I telefoni gratis. Lo studente immagina che se chiedesse questo, gli adulti si ribellerebbero. Che spesa, che spesa! E invece non glie ne importerebbe proprio niente di niente a nessuno. Se anche tre milioni di studenti passassero otto ore al giorno a spedire sms o a telefonare, la cosa è per la moderna società semplicemente zero. Robetta. Gli adulti sanno che è tutto business, e che la spesa energetica e di tecnologie - già esistenti per altri motivi - sarebbe irrilevante. Gli adulti, ad una simile richiesta direbbero: "Ma sì, diamo i telefoni gratis agli studenti! La fattura delle società telefoniche al Ministero delle Telecomunicazioni". E le società telefoniche - con grande sorpresa degli studenti - farebbero invece sapere al Ministero che per carità è tutto gratis, che non c'è problema, che non ci sarà alcuna fattura se non simbolica. Mistero? Grande mistero? Ma no, ci sono semplicemente altre cose più importanti da discutere, e ben volentieri le società sono pronte ad accollarsi i costi. (Se non se li accollassero, tra l'altro, un unico contratto fatto con un unico acquirente farebbe crollare i prezzi del cinquecento per cento)

Non interessa a nessuno. Lo studente è un microbo.

Lo studente immagina che se il Governo regalasse tre milioni di computer agli studenti, cambiando i processori ogni due anni per tenerli aggiornati, la cosa farebbe sprofondare la nazione nel caos. E invece non importerebbe niente a nessuno. Troppo irrilevante, troppo minuscolo, troppo insignificante. Il Governo invia un fax in Giappone per richiedere il preventivo di tre milioni di processori e video. Dall'altra parte nessuno sviene, è un ordine come un altro. L'azienda il giorno dopo spedisce il preventivo. Anzi, prima, chissà come e perché, sul tavolo del Ministero sono già arrivati anche due preventivi dalla Corea, a prezzo molto più basso, altri tre dalla Cina a prezzi più stracciati ancora, e cinque fax da altre industrie giapponesi non contattate.

Tre milioni di computer farebbero tremare il Governo? Ma in che mondo vivi, studente? A Disneyland?

E' successo durante la presente campagna pre-elettorale 2006. Il Ministro Tremonti, incalzato da un rappresentante dell'opposizione che parlava dei costi sostenuti dalle famiglie per mantenere gli studenti , ha detto, parlando a sé stesso: «Tutti i libri gratis agli studenti?». Poi, in non più di dieci o quindici secondi, ha fatto mentalmente il conto generale e pensato esattamente questo: "Cosa saranno? Cinquecento Euro l'anno per studente? Sì, però, se l'ordine lo faccio io, col cavolo che alle case editrici pago i soliti prezzi. Ma sì, i cinquecento Euro poi diventano duecento, non di più. E quindi, duecento Euro per tre milioni di studenti...". Poi con una smorfia sul viso e quasi alzando le spalle ha detto: «Ma sì, si può fare. Non ci sarebbe alcun problema a comperare i libri agli studenti». Traducendo: «È roba del cavolo, chissenefrega».

Sono riuscito a spiegarmi? E così è per qualsiasi altra cosa che si vada a considerare. Sia che si tratti di un prodotto come di somme di danaro, di agevolazioni come di tasse.

Lo studente è - in termini di peso economico - uno zero.

In sintesi. Lo studente deve ancora capire chi è che paga. Capito questo, ha capito tutto. Ha capito che la potenza degli adulti veri, per così dire, fuori dalla Scuola, è spaventosa. E una volta capito chi è che manda avanti la baracca, riesce a trovare in sé stesso la determinazione per spostare il suo peso dalla famiglia (entità debolissima, microscopica, a volte anche sofferente) a quella titanica della società post industriale. Quella vera, reale, al di là delle quattro mura della sua classe. Si legga nella Bottega, ad esempio, come quasi tutti i professori abbiano storto la bocca all'idea di pagare gli studenti; mentre gli imprenditori da me interrogati, tutti, nessuno escluso, si siano subito mostrati d'accordo, assolutamente indifferenti alla spesa.

Deve capire di essere un peso enorme per le sole famiglie. Questo sì! Prima il liceo, poi l'università, poi la specializzazione... Forse, capito questo, non avremo più studenti rappresentanti che non sanno neppure quanto abbiano speso i compagni di classe in lezioni private perché non fanno domande, né tengono tabulati, né portano avanti indagini anno dopo anno. Studenti che fanno politica o festa, Maldive o Canarie, invece di occuparsi di questioni concrete. O che pretendono, anche se lodevoli, di risolvere infinite questioni con qualche mercatino.

P.S.

Le assicurazioni fanno pagare di più, molto di più, se l'assicurato è giovane? Appena patentato? Ma è giusto! Tu sei un peso, per di più un pericolo della strada e la tua famiglia deve essere punita. Alle prossime elezioni di fine liceo o universitarie, non tirare fuori queste vilissime questioni. Proponi un bel seminario sulla pesca in Papuasia o sul rock canadese. Sii grande, non occuparsi di miserie.